Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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E che vinificano di buono nel Lazio?

Abbiamo risposto su Intravino e Vinix a un articolo di Fiorenzo Sartore comparso su Intravino nell'autunno 2013. Ecco quanto abbiamo scritto:

Su Intravino ci siamo imbattuti in un articolo risalente a sei mesi fa firmato da Fiorenzo Sartore che così scriveva:
“Poi la regione di provenienza, Lazio, ti fa andare subito giù cattivo: e che vinificano di buono in Lazio?”
Si tratta, nonostante tutto, di una recensione favorevole ma dovuta a un evento puramente casuale, sul vino di un nostro caro amico e collega di Gradoli, Andrea Occhipinti. Ci si chiede però il motivo di una frase così: posto che alcuni vini laziali, ahinoi, dobbiamo ammetterlo e ci dispiace assai, lasciano molto a desiderare, e posto che questo accade anche nelle altre regioni italiane, ci si chiede perché non si dovrebbero trovare vini buoni, ottimi, eccezionali in questa regione, quando si trovano vini buoni, ottimi, eccezionali in tutta Italia. 
Da cosa deriva questo malanimo generalizzato? E qualcuno se ne è mai chiesto la ragione? Signor Sartore, abitiamo qui da quasi quindici anni e da altrettanti lavoriamo questa terra producendo vino. In questo lungo periodo ci siamo resi conto che non sono solo gli abitanti di queste terre (che misteriosamente praticano una sorta di harakiri culturale ed economico) a non credere nelle ricchezze di questi antichi luoghi. 
Abbiamo quasi sempre riscontrato incredulità e indifferenza proprio da parte di chi si dichiara addetto ai lavori, e che in quanto tale dovrebbe, pensiamo, avere qualche curiosità su quanto accade nel mondo enologico, soprattutto quando accade a due passi da casa. Il Lazio è territorio vasto ed estremamente vario, si va da montagne di duemila metri all’arcipelago pontino, dai maggiori laghi vulcanici d’Europa alle fertili pianure presso le coste. Il luogo dove noi viviamo e lavoriamo, il viterbese, è un concentrato di questa molteplicità di aspetti. 
Quindi, restringendo, diciamo che abbiamo scelto questo luogo, con il suo clima ventilato, temperato e tendente al siccitoso, proprio perché eravamo e siamo tuttora convinti della grandezza di un terreno tufaceo di origine vulcanica profondo, da sabbioso a medio impasto, a fertilità contenuta; un territorio scavato a grotte, con il tufo che affiora qua e là. I nostri vigneti sono a un passo dai monti Cimini, vulcano spento che racchiude il lago di Vico. L’aria di mare arriva qui incanalandosi dalle coste di Tarquinia, da casa vediamo l’Argentario e l’isola del Giglio.
Ci siamo ostinati, affaticati, scontrati e divertiti lavorando proprio sul fatto che questo è un territorio da grandi vini pressoché sconosciuto. E’ una sfida, è difficile, ma dà molte soddisfazioni. La invitiamo, quando vuole, a venire da noi, oppure a Genova il 15 e 16 giugno; e anche a cercare altri produttori laziali, vedrà che ne trova. Ma senza pregiudizi e preconcetti, e con un atteggiamento libero.

Villa Chiarini Wulf Società Semplice Agricola - p.iva 02054270562 tel. 0761 1790376 cell. 3473045733 - 3392887737 prodotti@villachiariniwulf.it appartamenti@villachiariniwulf.it
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