Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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L'orlo delle gonne e le mezze verità

Un palmo sopra il ginocchio o a mezzo polpaccio? L’orlo delle gonne infine si può anche tirare giù o accorciare. Ma i vini? Se prima c’era una moda ora ne nasce un’altra, come per il metabisolfito con cui prima si scialava mentre ora viene assimilato quasi alla stricnina e ritenuto responsabile di tutti i malanni possibili, dal gomito del tennista alla polmonite. L’ultima novità è che sembra si stiano abbandonando i vini pompati a favore dell’imperativo della bassa gradazione e dell’alta acidità. Così succede, qualcuno scrive qualcosa, un altro raccoglie la proposta oppure adatta quanto affermato da un terzo ed è fatta, una chiacchiera tira l'altra e da una mezza verità si passa a un’altra moda! Non credo che questo aiuti i produttori che credono nel mestiere che fanno; e non credo aiuti neppure i consumatori. Avevo già scritto, e mi ripeterò, che secondo me un vino deve avere alcuni requisiti fondamentali: 1) essere discreto, buono, buonissimo, ottimo etc. 2) deve essere sano, e non produrre sgradevoli malesseri come mal di testa o fastidi di stomaco o altro, nemmeno in seguito a libagioni un po’ abbondanti 3) deve essere un piacere da bere e deve poter accompagnare degnamente il cibo con il quale si consuma 4) deve esprimere il vitigno da cui proviene anche in base al luogo in cui quel vitigno cresce.

Si è già detto molte volte, ma di nuovo repetita iuvant: messa giù semplice, poter raccogliere insieme queste caratteristiche significa non forzare vitigno e annata; cercare di migliorare e di far esprimere le potenzialità in vigna e in cantina, senza partire dal presupposto che un vino debba risultare comunque nella tal maniera. Il lavoro in cantina dovrebbe essere un dialogo con la materia prima, senza piegarla a nostro piacere (o a piacere di qualcun altro). Certo poi qualsiasi produttore, seppure minuscolo, a meno che non abbia l’istinto del kamikaze tiene conto di quello che chiede non dico il mercato ma il pubblico (salvo poi fare come crede). Anche perché saper ascoltare ed eventualmente correggere le proprie idee, come sviluppare le proprie intuizioni, giova sia al prodotto che al produttore. Giova meno voler a tutti i costi rientrare nei 12 gradi o pompare sui 15 perché così è stato decretato da qualcun altro. Un vino fatto veramente bene può avere 12 gradi o 15, ci soddisferà così come è. E le gonne possono andare sopra o sotto il ginocchio, ma se ne trovo una che mi piace me la metto, che sia di moda o no.

 

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