Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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Si fa presto a dire Bévimi!

 

 

 

Sì, perché se si vuole bere tutti i giorni un bicchiere a pasto o alla sera come si usava una volta, cosa si beve? Credo che ormai siano in pochi, compresi noi produttori, a poter stappare una bottiglia ogni uno o due giorni, di quello buono s’intende. E poi forse nemmeno si ha voglia tutti ma proprio tutti i giorni di bere qualcosa di importante o particolare. Per l’uso quotidiano, nei giorni lavorativi, di solito si preferisce bere (o mangiare) qualcosa di buono, sano, abbastanza leggero ma gustoso e non troppo impegnativo. Partendo da questi presupposti abbiamo pensato e ripensato allo sfuso, visto che ormai i costi di produzione di una bottiglia incidono troppo sul prezzo. Tempo fa avevamo anche provato con bottiglie da un litro e mezzo, ma di fatto la cosa non ha funzionato bene, forse per il fatto di lasciarle aperte a metà per qualche giorno, chissà. Poi è arrivato il bag in box. Devo dire siamo stati a lungo scettici: ‘sta cosa di mettere il vino a contatto con quella specie di plastica, mah, e poi il vetro quanto è più sano e biodegradabile etc. . La nostra resistenza è stata lunga e forte, ogni tanto ritiravamo fuori l’argomento, e si discutevano anche i costi, oltre a tutto il resto. Riuscire a offrire un vino per tutti i giorni trasportabile via corriere,  che non superi un certo prezzo. Abbiamo letto studi accreditati che sostengono in effetti che il bag in box incide sull’ambiente meno delle bottiglie, soprattutto per quanto riguarda il trasporto e relativo carburante. Così dicono. E infine abbiamo acquistato un bag in box da 3 lt. di un bianco del nord est, bio, naturalmente. Il vino pur se un  po’ acquoso andava bene, ma il fatto è che tenuto al fresco, a berne un bicchiere ogni tanto aprendo quel suo rubinettino, si è mantenuto quasi un mese, perfettamente. Intanto eravamo andati avanti a comprare le scatole e organizzare l’imbottigliamento, che anche quello è stato una cosa nuova, sia per noi che per gli imbottigliatori, con tanti contrattempi e alla fine da mezza giornata che doveva durare siamo arrivati alla sera. E questo è: ovvio che non può essere paragonabile allo sfuso, intanto perché filtrato, poi perché comunque è più “seguito”. Il vino che vendiamo qui in azienda ai clienti direttamente dal tino è più grezzo. Diciamo che quello che sta lì nei bag in box è un filo meno di alcune delle nostre bottiglie, e chi volesse approfondire alla voce vino bianco in bag in box e vino rosso in bag box troverà le schede tecniche sia del bianco che del rosso. Adesso stiamo a vedere, attendiamo con curiosità le reazioni del pubblico.

 

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