Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
» Blog » Articoli

E tu di che vino sei?

Il mio vino è a basso impatto ambientale. Ah sì? Il mio è naturale. E il mio è a basso impatto ambientale, con lieviti indigeni e libero. Il mio è naturale, senza solfiti, a basso impatto con lieviti nativi e libero. Il mio è a impatto zero, stranaturale e arcilibero, i solfiti è come se non ci fossero e i lieviti è come se ci fossero sempre stati. Il mio è stranaturale, arcilibero, solfiti inesistenti, lieviti endogeni, identitario, paritetico e anche politically correct. Ah sì? Il mio è stranaturalissimo, arciliberale, solfiti in pratica zero, paritetico, politically correct, identitario, lieviti autogeni, indipendente e si batte per la liberalizzazione delle coccinelle. Delle coccinelle? Sì, ma solo quelle carine e di coscia lunga, le altre ‘sti cazzi; quando ne vediamo una in un bigoncio molliamo tutto lì, così lei fa quello che cavolo vuole.  

Problemi di comunicazione: biologico, biodinamico, vino naturale, vino libero 

Agricoltura biologica (vini biologici): è certificata, ha criteri codificati in un disciplinare che costituisce una legge della Comunità Europea (che piaccia o no) e un bel po' di burocrazia. Si possono usare solo alcuni tipi di prodotti e la quantità deve rientrare in determinati range.  Se si usa anche solo un altro prodotto o si esce fuori dal range non è biologico. Non si può essere “un po' bio” o “vicini” al bio. O lo si è o no. E questo vale anche per la cantina. Poi si può discutere su tutto, se ci fidiamo della certificazione, se i range sono troppo elevati, se non concordiamo con l'uso di alcuni prodotti o se preferiamo comprare il vino, l'insalata, l'olio etc. da chi non è biologico certificato ma ha la nostra fiducia. Il bio spazia dai prodotti plasticosi delle multinazionali a quelli, talvolta bruttini, per ottenere i quali è assolutamente necessario considerare una pluralità di aspetti: il famoso ecosistema o microcosmo, che comprende insetti, siepi, uccelli etc. e, soprattutto, una (come minimo) buona conoscenza di come lavorare la terra in base alla posizione, al clima, etc. (e meno male che ci sono le previsioni meteo attendibili!), oltre a una discreta dose di intuizione per sapere cosa cresce bene in un posto e cosa no (ma questo vale per l'agricoltura in genere). E naturalmente molto altro in più.

Agricoltura biodinamica (vini biodinamici): è certificata e ha criteri molto rigorosi codificati in un disciplinare. Non la conosco molto, però so che si basa su un sistema filosofico piuttosto complesso chiamato antroposofia: io l'avevo inserito nella mia tesina di maturità e all'orale ho fatto una figura spaventosa. Anche per la biodinamica non si può essere “un po'”, o lo si è o no. E non è “più” o “oltre” l'agricoltura biologica: è “diversa”, pur avendo alcune caratteristiche/basi in comune.  Per il resto vale quanto si è detto per l'agricoltura biologica.

I prodotti biologici e biodinamici hanno un sapore diverso da quelli detti "convenzionali"? Bella domanda, secondo me sì e no.

Vino libero: non so cosa significhi. Il mio non si è mai lamentato di niente. 

Vino naturale: può essere tutto o niente. In una logica estremizzata anche la scissione dell'atomo è naturale. Di certo lo sono il curaro, il rame e l'amanita phaloide. Il vino non è qualcosa che puoi trovare spontaneamente in natura come le uova di quaglia, è un manufatto. Quello che non mi piace è l'uso di un termine che implica un messaggio sbagliato: se un vino è detto “naturale” significa che quelli che non sono definiti così non lo sono e sono frutto della chimica. Secondo me questo danneggia gli altri, e non lo trovo corretto. Non è leale e dà un'informazione sbagliata. Ognuno può fare il vino come gli pare o risalire al tempo degli assiro babilonesi. Ma possiamo parlare di “vini tradizionali fatti con tecniche antiche”, senza tirare in ballo la bontà e soprattutto la genuinità di un prodotto, il che vale anche per gli altri modi di vinificazione. E non facciamolo passare per etico!

Io il sasso (macigno, bruscolino? Boh) l'ho lanciato ….... 


immetti un commento Vuoi immettere un commento personale ?

Commenti dei lettori
Villa Chiarini Wulf Società Semplice Agricola - p.iva 02054270562 tel. 0761 1790376 cell. 3473045733 - 3392887737 prodotti@villachiariniwulf.it appartamenti@villachiariniwulf.it
Realizzato con Simpleditor 1.7.5
X
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.