Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
» Blog » Articoli

L'eutrofizzazione del Lago di Vico

il grave problema dell'alga rossa nel Lago di Vico

Presso l'Ordine dei  medici  di Viterbo, sabato 21 maggio si è svolto il corso  su "Agricoltura intensiva. Pesticidi, diserbanti, fertilizzanti: quali danni alla salute e all'ambiente? Quali alternative?” a cura della dottoressa Antonella Litta.
Pubblichiamo un secondo breve riassunto, stavolta sui problemi del Lago di Vico presentati dal prof. Giuseppe Nascetti, ordinario di Ecologia presso l'Università degli Studi della Tuscia e studioso della struttura genetica di popolazioni naturali.
Seguiranno altri due articoli: sulle centrali a carbone e sull’agricoltura biologica. Mi scuso in anticipo per eventuali errori che sono da attribuirsi soltanto a me.


Il Lago di Vico, pur non potendo propriamente  definirsi “inquinato”, presenta tuttavia problemi estremamente gravi, anche perché le sue acque sono impiegate dalle popolazioni limitrofe e servono inoltre a irrigare le coltivazioni delle zone adiacenti.


L’eccesso dell’azoto e del fosforo contenuti nei fertilizzanti che, irrorati in modo massiccio sui noccioleti estesi intorno al lago, finiscono nelle sue acque, provocano eutrofizzazione, un fenomeno grave che fa precipitare le acque in anossia, cioè mancanza di ossigeno: per 8 mesi l’anno, in concomitanza con la buona stagione e le conseguenti pratiche agricole, 2/3 dell’intero volume di acqua manca di ossigeno a una profondità compresa tra i 20 e i 40 metri.

Questo fenomeno, che porterà tra l’altro alla scomparsa del famoso Coregone dalle acque del lago, ha provocato una moltiplicazione drammatica ed esponenziale della Planktothrix rubescens, o alga rossa, che produce e rilascia elementi cancerogeni ed epatotossici che i potabilizzatori non riescono a eliminare.


Sulle cause non ci sono dubbi: le analisi sulla presenza di azoto e fosforo sono state eseguite prelevando campioni da vasche di raccolta di acque piovane provenienti dai noccioleti.


A ciò si aggiunge un’enorme quantità di arsenico, pari a 1 grammo per chilo, fortunatamente immobilizzata sul fondo del lago, dove è bene che resti per evitare una catastrofe.


Probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che le armi chimiche contenute in deposito situato nel bosco circostante, furono riversate dall’esercito tedesco nelle acque del lago verso la fine della seconda guerra mondiale.


Per cercare di fermare il fenomeno dell’eutrofizzazione sarebbe necessario:

- un drastico cambiamento del comportamento agricolo
- la creazione o il ripristino di zone tampone con canneti, ontani e salici
- la regimentazione delle acque provenienti dalle precipitazioni atmosferiche (rugiada, pioggia, neve, grandine, ecc.)
- l’installazione di un sifone per togliere l’acqua priva di ossigeno.

Il problema è stato più e più volte esposto e dibattuto con le amministrazioni competenti, i Comuni e la Provincia, ma resta tuttora ignorato. Una parziale risposta, invece, è venuta da alcuni agricoltori che infine si sono convinti a impiegare fertilizzanti a lento rilascio, più costosi ma che provocano qualche danno in meno.

Villa Chiarini Wulf Società Semplice Agricola - p.iva 02054270562 tel. 0761 1790376 cell. 3473045733 - 3392887737 prodotti@villachiariniwulf.it appartamenti@villachiariniwulf.it
Realizzato con Simpleditor 1.7.5
X
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.