Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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Potatis potandis, o della potatura

 

 

Il 2 gennaio abbiamo iniziato la potatura dei vigneti. Abbiamo sempre praticato una potatura corta, a otto o dieci gemme (in gergo “occhi”) per privilegiare la qualità anziché la quantità.
E’ esattamente come per gli alberi da frutto: troppa uva significa meno sapore e profumo, perciò mediante la potatura non solo si rafforza la pianta ma si diminuisce la quantità di frutti.
La forma di allevamento adottata inizialmente (cioè la forma che si dà alla vite mediante potatura) è stata il Guyot, un sistema piuttosto diffuso che consiste nel legare lungo il filo di metallo uno o due tralci su cui crescono le gemme. Un secondo o terzo tralcio, detto sperone, si taglia molto corto e si lascia per sviluppare i tralci da frutto per l’anno successivo.
Il problema è che non abbiamo un sistema di irrigazione vero e proprio e da noi c’è un microclima particolare: se a uno o due chilometri di distanza diluvia, qui non cade una goccia.
Non sappiamo se questo può derivare dall’aria di mare che s’incontra con quella dei monti Cimini ma tant’è, è un clima temperato e mite con buone escursioni termiche tra giorno e notte, ma estremamente siccitoso.
Inoltre c’è da considerare il terreno: vulcanico, molto vario, nelle zone più sabbiose quando d’estate non piove per lunghi periodi le viti ne soffrono molto velocemente.
Tutto questo ci ha portato ad abbandonare quasi del tutto il Guyot e a sviluppare un tipo di potatura che consente alla pianta di alimentare la sua uva anche nei periodi molto caldi e asciutti.
Abbiamo lasciato, come si vede nella foto, solo uno o due tralci cortissimi, gli speroni, con due o tre occhi ciascuno.
Avviatanell’inverno 2012, questa nuova forma di allevamento dà risultati molto soddisfacenti. La resa (il carico di uva) è piuttosto bassa, tra il chilo e il chilo e mezzo, a tutto vantaggio della qualità; da considerare che grosso modo con un chilo di uva si ottiene una bottiglia di vino.
Mai avere fretta, perché l’agricoltura ha tempi lenti ed è necessario osservarne l’andamento attraverso gli anni.

 

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