Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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La carne è debole

 
A diversi giorni dalla notizia sul legame carne rossa-cancro pubblichiamo questo post scritto allora e di getto. Ci scusiamo, ma i nostri tempi sono più lenti di quelli dei media e della rete, e spesso abbiamo bisogno della ben nota pausa di riflessione.

Premesso che siamo vegetariani, per simpatia (o scelta etica) più che per scelta salutistica, e per simpatia il nostro essere vegetariani spazia dalla vongola all’agnellino, pur cucinando carne per i figli almeno finché non sono stati in grado di cuocersela da soli. E premesso che sull’argomento dannosità o effetti collaterali del mangiar carne (e ci si dovrebbe infilare anche pollo tacchino pesce) sarebbe stato necessario e dovuto un distinguo tra allevamenti intensivi e non: distinguo doveroso in quanto gli allevamenti intensivi sono una barbarie in cui gli animali, tra l'altro, vengono bombardati da antibiotici e da dio sa cos’altro, tutte sostanze che poi finiscono nell’organismo dei consumatori. Premesso (e questa è l’ultima volta), che in occidente si mangia troppa carne, considerando che la troviamo praticamente in ogni spuntino e in ogni portata (specialmente nel nord Italia e e nei paesi del centro e nord Europa), oltre a troppi zuccheri, troppi grassi, troppo cibo in generale, che siamo travolti da un’orgia di cibo da fine impero, come è da fine impero l’importanza che gli si dà; ecco dopo tutte queste premesse la dichiarazione dell’Oms sulla carne rossa cancerogena non mi convince affatto. Senza usare tabelle, statistiche e quant’altro, vorrei invece cercare di usare il buonsenso: ma se mangiassimo un paio di bistecchine alla settimana, o un paio di panini col salame o col prosciutto, inseriti in una dieta equilibrata, naturalmente, e adatta a età e stile di vita, ci farebbe davvero tanto male? Io ho dei dubbi. E inquinamento da pesticidi, emissioni di gas di scarico, radiazioni etcetera, cioè tutto quell’inquinamento che subiamo, o scegliamo per via più indiretta rispetto a un porzione di chianina? La dichiarazione potrebbe anche dare adito alle peggiori tendenze complottistiche, che si riassumono nel chiedersi il motivo di questa dichiarazione, e a chi giova: negli ultimissimi anni si assiste all’esplosione del fenomeno vegan/vegetariano, che sta ricoprendo un giro di affari gigantesco. Per vegan/vegetariano si intende tutto ciò che c’è intorno, per esempio frutta secca, soya e legumi, e non quelli dei piccoli agricoltori locali, ma quelli importati in Europa dalle Americhe e, più spesso, dalla Cina, oltre a tutti i cibi veg/vegetariani già pronti.
Ma tralasciando il complottismo ci si chiede anche il perché di questi eccessi continui, si va completamente in un senso o in un altro, procedendo a testa bassa contro ciò che si trova in un presunto fronte opposto, eccessi che inondano molti campi purtroppo travolgendo spesso buon senso e buon gusto. No, più che buon senso la capacità di riflettere e porsi domande.
Detto tutto ciò sì, siamo vegetariani convinti e mangiare spesso la carne degli allevamenti intensivi sicuramente non fa bene, e soprattutto fa malissimo ai legittimi proprietari di quella carne. Sì, in occidente abbiamo una quantità di cibo ridicola e troppo spesso di cattiva qualità. E sì, la moderazione sarebbe la cosa più importante e salutare, anche se non sempre facile da mettere in pratica, purtroppo.
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