Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape... Primo Levi, Il sistema periodico
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Breve storia di Podere Lignano

Nel corso degli anni abbiamo notato come la produzione di vini con uve  provenienti da Pienza generi confusione. Perciò raccontiamo la storia di questi vini; le foto sono state scattate tutte nell’estate 2015.
Nel 1988 Thomas Wulf, oggi comproprietario di Villa Chiarini Wulf, da Amburgo approda a Pienza dove acquista Podere Lignano (foto), una piccola proprietà contadina di 11 ettari tra casale, bosco, uliveto e qualche di ettaro di seminativo; ha alle spalle, in Germania, una laurea in ingegneria chimica e successivamente un diploma di tecnico agrario, cui fa seguito un praticantato di tre anni in aziende convenzionali e biologiche nel nord della Germania.

A Podere Lignano, in conduzione biologica, impianta subito Sangiovese e Manzoni Bianco (Incrocio 6.0.13, Riesling Renano x Pinot Bianco). La scelta del Sangiovese (foto) rientra nei canoni consueti, mentre l’impianto del Manzoni Bianco dipende dal richiamo del Riesling, molto presente nei profumi e nell’acidità, e dalla curiosità di sperimentare un vitigno con sentori così nordici in un terreno più a sud e profondamente diverso dal nord est italiano nel quale fino a quel momento è stato coltivato. Quindi costruisce una cantina dove vinifica con lieviti indigeni e senza temperatura controllata.
A Podere Lignano, 400 m. s.l.m., il clima è tendente all’arido, i vigneti sono esposti a sud ovest, il terreno (foto) è tra il medio impasto e l’argilloso, profondo, con sedimenti marino-costieri del Pliocene; lavorando le vigne sono stati trovati dei fossili di conchiglie (foto).
La vigna Manzoni Bianco è un ettaro e mezzo, quella del Sangiovese uno.  Attualmente l’età delle viti è dunque di circa 26 anni.
In seguito alla vendita della proprietà nel 2002 e al trasferimento a Vetralla, dove acquista l’attuale Villa Chiarini Wulf, stipula un accordo con il nuovo proprietario e affida la gestione pratica dei vigneti pientini a una vicina azienda agricola biologica, mantenendo però la supervisione del lavoro. Le uva vendemmiate vengono lavorate nella cantina di Villa Chiarini Wulf a Vetralla. Per questo motivo i vini ottenuti, il Fiore di Lignano con il Manzoni Bianco in purezza, e il Terre di Lignano con il Sangiovese in purezza, in quanto vinificati fuori dalla regione Toscana sono declassati da Indicazione Geografica Tipica a Vino da Tavola, così come da qualche anno impone la legge.


 

 

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